Gruppo Bellevue verso 27 mln di euro (+10%). Il Syrene a Sorrento sfiora il 35% di ebitda

23 Settembre 2026


Una realtà familiare, che si è sviluppata negli anni portando a casa indici di redditività molto alti, con prospettive di crescita nel mondo luxury. Gruppo Bellevue, controllato dalla famiglia Russo-Attanasio, punta infatti quest’anno a un ebitda margin del 35 per cento e a ricavi per 27 milioni di euro, in aumento del 10 per cento. Nel portfolio del gruppo, il 5 stelle Bellevue Syrene è l’ammiraglia, con una stima per il 2026 di 17,5 milioni e una redditività analoga a quella della società madre, a quota 35 per cento.

Il business model del gruppo si sviluppa tra proprietà e gestione: oltre allo storico hotel in Costiera sorrentina, con 50 camere e suite realizzate sui resti di una villa patrizia romana, di cui la famiglia è proprietaria, il perimetro comprende Capo Santa Fortunata, villa nobiliare di fine ’800 a Sorrento (di cui il gruppo è proprietario dell’azienda e ha l’immobile in locazione), Vetera Matera, Relais & Châteaux, albergo diffuso in gestione presso i Sassi di Matera, e l’Hotel Morfeo Milano, 4 stelle business con 65 camere nel capoluogo lombardo, di cui il gruppo Bellevue è proprietario. All’interno di questo ecosistema si inserisce anche la società Piemme – Piacere Mediterraneo, dedicata alla produzione di spirits.

Sempre su questo doppio binario si sviluppa il futuro del gruppo, come sottolinea a Pambianco Hotellerie il CEO Mario Attanasio: “La nostra crescita proseguirà con ulteriori acquisizioni nel segmento luxury, sia attraverso investimenti immobiliari sia mediante la sola gestione degli asset”. Riguardo alla possibilità di aprire il capitale a investitori finanziari, il CEO aggiunge: “Abbiamo ricevuto molto interesse dal mercato, nelle sue varie forme, ma non è questo il momento in cui sosterremo lo sviluppo attraverso l’apertura a terzi del capitale. È una decisione che non escludiamo per il prossimo futuro, ma che non è attuale. Guardiamo invece con interesse a singole ipotesi di collaborazione finanziaria, attraverso appositi nuovi veicoli societari, per l’acquisizione di asset strategici per la crescita del nostro gruppo”.

Del resto, lo sviluppo di piccoli gruppi indipendenti italiani, come quello della famiglia Russo-Attanasio, è oggetto di continue riflessioni tra gli operatori del settore, nell’ottica di trovare un posizionamento ‘giusto’ e sostenibile, che vada oltre le dimensioni, per competere con i big alberghieri internazionali. Su questo tema Attanasio si esprime così: “Un piccolo gruppo deve rafforzare la sua identità, adeguando la struttura a livelli decisamente più alti, tipici dei grandi brand alberghieri, e deve anche managerializzare i processi e l’organizzazione in ogni settore dell’attività d’impresa. È indispensabile reperire risorse per investire in tecnologia per la stessa sopravvivenza dell’attività d’impresa. È davanti agli occhi di tutti l’impatto della tecnologia sulle organizzazioni aziendali, così come sulla vita di ciascuno di noi. Occorre vivere nel proprio tempo e non sopravvivere, fermo restando che, nel mondo dell’ospitalità, non si potrà fortunatamente mai prescindere dal suo valore più alto, costituito dalle risorse umane”.

Reperire le risorse per la tecnologia non è facile, trattandosi di grandi investimenti se si vogliono ottenere alti standard, e infatti si discute in Italia sulla necessità di creare un grande gruppo o un network di aziende per fare scala. “È vero, ci sono alcuni tentativi in corso, che guardiamo con curiosità e attenzione – conferma Attanasio – ma non siamo molto fiduciosi sulle possibilità nel breve termine, se non limitatamente alla distribuzione. Il frazionamento tipico del mercato italiano dell’hospitality in tante piccole realtà lo imporrebbe, in un mercato ormai pronto a espellere chi resta passivo rispetto all’acquisizione della clientela. Gli investimenti necessari per rendersi dinamici e restare tali nel tempo non sono certo esigui, per cui sarebbe particolarmente utile organizzarsi per effettuare una comunicazione più globale, rendendo allo stesso tempo possibile la presenza anche delle imprese più piccole ai grandi eventi b2b”.

Intanto, il gruppo ha acquistato il complesso immobiliare confinante all’Hotel Morfeo di Milano, che consentirà di aumentare la ricettività da 65 a 69 camere e di ampliare i servizi con un nuovo ristorante aperto anche al pubblico, sale convegni, un giardino con piscina esterna e una zona bar. Al momento non è previsto il passaggio a 5 stelle, anche in attesa dell’ulteriore sviluppo dell’area del Portello legato alla prossima apertura del nuovo Consolato Generale Usa.

Inoltre, in tema di innovazioni, il Bellevue Syrene ha recentemente accolto lo storico ristorante Torre del Saracino dello chef bistellato Gennaro Esposito, creando una joint venture per consolidare il posizionamento dell’hotel nel segmento dell’hospitality di alta gamma, facendo della ristorazione uno dei principali elementi distintivi.

Vanna Assumma per
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