Matera: cosa fare, cosa vedere e dove si trova la città dei Sassi

01 Gennaio 2026

Matera: cosa fare, cosa vedere e dove si trova la città dei Sassi

Matera è un piccolo gioiello scavato nelle montagne. Il tempo sembra essersi fermato nel capoluogo della Basilicata, dove il paesaggio circostante non è diverso da quello di un dipinto. Lo scrittore Carlo Levi, nel suo libro “Cristo si è fermato a Eboli”, la descrive così: “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”.

Da Porta Pistola fino alla Murgia e alla Gravina: chi cerca un itinerario fuori dagli schemi ha l’imbarazzo della scelta.

Matera è famosa per le sue antiche abitazioni scavate nella roccia, chiamate Sassi, che risalgono all’epoca preistorica. Oggi, queste abitazioni sono state restaurate e trasformate in hotel, ristoranti e negozi e offrono ai visitatori un’esperienza unica di vita nella città antica. Una bellezza complessa che si comprende soltanto quando si gira a piedi tra i vicoli stretti del centro storico, costellati da case scavate nel tufo. Le stratificazioni della storia e il delicato rapporto con la natura circostante ne fanno un sorprendente museo a cielo aperto.

La città di Matera è anche famosa per il Duomo e per la Chiesa di San Pietro Caveoso, entrambe situate nella zona dei Sassi. È molto conosciuta per la sua cucina tradizionale basata su prodotti locali come la carne di pecora e di capra, il pane di Matera DOP, i legumi, la pasta fatta in casa e i formaggi. Tra i piatti tipici della cucina lucana da provare, solo per citarne alcuni, la pitta ‘mpigliata (pane ripieno di carne, formaggio e verdure), i maccheroni alla pastora (maccheroni con pecora e capra) e i lumachelle (piccole lumache).

Il viaggio in quella che è la Capitale mediterranea della cultura e del dialogo per il 2026 non può che cominciare dai suoi Sassi, il cuore più antico e primitivo. I due quartieri, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, sono dominati dall’alto dalla Civita, il nucleo più antico e sono un intrico di scalinate e stradine, in cui è facile e piacevole perdersi, scoprendo grotte e chiese rupestri.

Cosa vedere a Matera
Il Duomo


Sorge sul punto più alto della città con il campanile di oltre cinquanta metri che spunta dai Sassi di Matera e offre una splendida vista del Sasso Barisano. Il duomo, noto anche come Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio, è caratterizzato da due stili differenti: la facciata è stata costruita secondo i canoni romanico-pugliesi, l’interno è invece barocco.

Castello di Tramontano

Con la sua mole in stile aragonese costruita dal conte Tramontano nel Cinquecento, sovrasta il centro storico di Matera. Non fu mai completato, anche perché il conte fu assassinato dagli stessi cittadini, stanchi delle sue vessazioni. D’altronde, il motto dello stemma cittadino recita: Bos lassus firmius figit pedem, “il bue stanco affonda la zampa più fermamente”. Oggi il Castello di Tramontano presenta tre imponenti torri, il fossato e il ponte levatoio, visibili dall’esterno. Per visitarne gli interni, bisogna attendere le giornate dedicate previste dal FAI.

La cisterna del Palombaro Lungo

Entrando nella piazza principale di Matera ci si affaccia sul Palombaro Lungo, la grande cisterna scavata sotto la centralissima Piazza Vittorio e utilizzata fino ai primi decenni del secolo scorso per la raccolta di acqua potabile. Costruita nel 1846 come riserva idrica per gli abitanti del Sasso Caveoso, la maestosa cisterna è stata riportata alla luce nel 1991. Un suggestivo percorso a circa 17 metri di profondità consente di ammirare questi ambienti da primato che rappresentano una mirabile opera di ingegneria idraulica, imponente e silenziosa come una “cattedrale d’acqua”.

Mercatini di Matera

Piazza Vittorio Veneto
Lasciate perdere boutique di lusso e centri commerciali: i mercatini di Matera valgono più di un qualsiasi souvenir griffato. Ogni secondo weekend del mese, in piazza Vittorio Veneto, viene allestito il mercatino degli scambi, dove si può trovare qualsiasi cosa, dall’antiquariato alla bigiotteria, dai pizzi all’artigianato.

Rione San Giacomo
Il mercato delle merci nel Rione San Giacomo invece si tiene ogni sabato e ai prodotti tipici si aggiungono quelli gastronomici. L’oggettistica in tufo o in ferro battuto è di ottima qualità.

Via delle Beccherie
Prima di lasciare il centro, si gira tra le botteghe degli artigiani e ceramisti di via delle Beccherie, e ci si ferma nei forni per comprare il famoso pane Igp di Matera, prodotto seguendo un rigoroso disciplinare, con grano duro e lievito madre.

Centro storico di Matera

Il nucleo più antico della città, col suo intrico di grotte, cortili, cunicoli sotterranei e vicoli in discesa, lascia senza parole. È costituito dal Sasso Caveoso, dove le case- grotta sono rimaste intatte, dal Sasso Barisano, dove troverete botteghe e artigiani al lavoro, e dalla Civita, che sorge su un colle. Carlo Levi li aveva descritti nel suo Cristo si è fermato a Eboli e l’Unesco li ha nominati Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Casa Cava

Sempre nel cuore dei Sassi, si trova la Casa Cava, affascinante complesso rupestre del Sasso Barisano, oggi centro culturale polivalente. È uno spazio di 900 metri quadri suddiviso in diversi ambienti, fra cui un auditorium da 140 persone. Il corpo centrale è rappresentato da una cava a pozzo profonda oltre quindici metri accessibile tramite alcune grotte. Ospita una sala concerti, un teatro, uno spazio espositivo e un centro congressi. Un luogo da visitare, in cui si è riusciti a raggiungere una perfetta armonia tra bellezza e funzionalità.

Le chiese rupestri di Matera

Tra le cose da vedere a Matera, un posto di riguardo lo meritano le chiese rupestri: veri gioielli incastonati in uno scrigno di pietra millenaria, preziose eredità dei monaci bizantini e benedettini insediatisi nell’area nell’alto Medioevo. Tra i Sassi e la Murgia, se ne contano ben 155. La più grande è San Pietro Barisano che custodisce statue, altari, affreschi e la fossa per la fusione delle campane.

San Pietro Caveoso

La chiesa di san Pietro Caveoso si affaccia sul Parco della Murgia con la sua facciata barocca, nonostante la struttura risalga al XIII secolo. Di questo periodo, si può osservare una fonte battesimale all’interno del luogo di culto, diviso in tre navate. Mentre più recente è l’altare in legno dorato. Il campanile a cuspide invece è del XVII secolo.

Complesso della Madonna delle Virtù

Del complesso della Madonna delle Virtù fanno parte la chiesa rupestre e l’omonimo monastero, al quale si accede percorrendo una piccola rampa di scale. Entrambi gli ambienti sono scavati all’interno della roccia e pare risalgano al IX secolo, ma non è possibile verificare con certezza questa data per via dei numerosi rimaneggiamenti. Nella chiesa – divisa in tre navate – c’è un affresco di grande valore artistico del XVII secolo che raffigura La Crocifissione con la Madonna e San Giovanni. Il biglietto per visitare entrambe ha un costo di cinque euro e offre anche l’ingresso alla cripta di san Nicola dei Greci.

San Nicola dei Greci

Si accede alla cripta dal complesso della Madonna delle Virtù, tramite una scala. Sebbene la parte esterna di San Nicola dei Greci risulti gravemente danneggiata, al suo interno si conservano (bene) ancora molti affreschi che vanno dal XII al XV secolo.

Santa Lucia alle Malve

Nel Sasso Caveoso, Santa Lucia alle Malve è stato il primo insediamento monastico femminile dell’Ordine Benedettino a Matera (IX secolo). Sul piano sovrastante, inoltre, è stata rinvenuta una necropoli nota come cimitero barbarico (VIII-XI secolo).

Santa Maria de Idris

La piccola chiesa di Santa Maria de Idris o Odigitria (“guida della vita” nella tradizione greca) ha come punto di forza la posizione panoramica. È scavata in uno sperone roccioso che domina il Sasso Caveoso e offre una vista spettacolare sull’altopiano della Murgia.

Cripta del Peccato Originale

Fuori dal centro abitato, fra vigne, ulivi e campi di grano a strapiombo sulla Gravina, la cripta del Peccato Originale è uno spettacolo sorprendente: un unico ambiente interamente affrescato con colori brillanti e grande maestria dal cosiddetto “pittore dei fiori”, anonimo artista. L’impatto estetico ed emotivo è tale che il luogo di culto è noto come “Cappella Sistina dell’arte rupestre”.

I musei di Matera
Museo archeologico nazionale Domenico Ridola


Una grande raccolta di materiali preistorici ritrovati proprio nella zona di Matera. Sono interessantissimi i vasi apuli e lucani a figure rosse e i corredi funerari. Il museo è nato grazie alla donazione del paleontologo Domenico Ridola, che ha effettuato gli scavi a Matera e dintorni all’inizio del Novecento. Il Monastero di Santa Chiara ospita l’intera collezione. Al momento in cui si scrive, il museo è chiuso per ristrutturazione, per rimanere aggiornati visitare il sito dei Musei nazionali di Matera.

Casa Grotta di Vico Solitario

Non si può lasciare Matera senza aver visitato la Casa Grotta di Vico Solitario. Solo così ci si può rendere conto di com’era la vita prima dell’abbandono dei Sassi, per la legge di risanamento voluta da Alcide De Gasperi nel 1952. La casa, abitata fino al 1957 da una famiglia di undici persone (più animali), si compone di un unico ambiente, in parte scavato e in parte costruito, arredato con mobili e attrezzi d’epoca. C’è il focolare con la cucina, il letto con il materasso ripieno di foglie di granturco, il piccolo tavolo con un unico piatto al centro dal quale tutti mangiavano, il telaio per la filatura, la zona con la mangiatoia per il mulo, la cavità in cui si raccoglieva il letame usato per riscaldarsi e la cisterna dove l’acqua piovana veniva convogliata attraverso un sistema di canali.

Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata

Diverse epoche, diverse opere. Questo museo raccoglie materiali vari divisi in quattro sezioni: Arte Sacra, Collezione d’Errico, Arte Contemporanea, e la sezione Etnoantropologica. Il museo è situato all’interno di Palazzo Lanfranchi, il più importante monumento del periodo seicentesco a Matera. Davanti al portone è posta la scultura “La Goccia” di Kengiro Azuma. Al momento in cui si scrive il museo è chiuso per ristrutturazione, per rimanere aggiornati visitare il sito dei Musei nazionali di Matera.

Museo della Scultura contemporanea

Un’incursione nella modernità si fa visitando il Museo della Scultura contemporanea, all’interno di Palazzo Pomarici, con opere d’arte che bene si armonizzano con gli interni settecenteschi. Tra gli artisti, Giacomo Manzù, Alexander Calder, Medardo Rosso, Mimmo Paladino e José Ortega, spagnolo innamorato dei Sassi, la cui abitazione, Casa Ortega, è stata trasformata in museo.

Casa Noha

Da visitare è anche Casa Noha, primo bene FAI in Basilicata. Nell’antica dimora appartenuta all’estinta famiglia nobiliare Noha, divenuta centro d’informazioni turistiche e documentazione, si può vedere il filmato “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera”. Il film, proiettato sulle pareti di pietra della casa, racconta la storia della cittadina lucana, dalla Preistoria ad oggi, da diverse prospettive (architettura, storia dell’arte, archeologia e storia del cinema).

Cosa fare a Matera, festività
Presepe Vivente


Sotto le feste, Matera si trasforma in un grande presepe grazie anche alla manifestazione che si chiama proprio Presepe Vivente, che coinvolge anche fino a mille figuranti.

Women’s Fiction Festival

Il Women’s Fiction Festival, tra fine settembre e inizio ottobre, è l’unica kermesse in Europa a occuparsi di narrativa femminile. Vi si alternano incontri con scrittrici di best seller, appuntamenti con i professionisti dell’editoria, concerti e premi letterari.

Gezziamoci Festival

Tra giugno, agosto e dicembre, poi, la città viene avvolta dalla musica internazionale e diventa un punto di ritrovo per i giovani: Gezziamoci Festival è una rassegna di jazz italiano (ma non solo) che si tiene tra le chiese rupestri e i parchi della Murgia.

Cosa vedere nei dintorni di Matera
Altamura


A venti minuti di distanza dalla città Matera si trova Altamura, nota per il suo pane preparato con la semola di grano duro. Cotto nel forno a legna, può essere conservato per giorni senza perdere profumo e fragranza. Per entrare nel vivo della tradizione (gastronomica) basta andare al Forno Santa Caterina. L’idea di fondo di questo luogo era costruire una comunità; le persone vi si recavano per cuocere pane e pietanze, insieme. Oggi è diventato un ottimo panificio. Per scoprire storia e ricetta dell’amato prodotto locale, invece, si può visitare il Museo del Pane. Dopo essersi saziati, ci si può perdere tra i vicoli del borgo antico. A cominciare dal Duomo di Altamura, risalente al XIII secolo e costruito in pietra calcarea sotto il regno di Federico II di Svevia. Lo stile architettonico è quello romanico-pugliese ma sono presenti influenze che richiamano l’eleganza dell’arte normanna e sveva. All’interno, la cattedrale sembra un sontuoso palazzo, dove predominano colori come l’oro, il verde e il rosa antico. Continuando la passeggiata, ci si imbatte in palazzi signorili, grandi piazze (come piazza Umberto I) e in caratteristici claustri. Dal latino claustrum “luogo chiuso”, sono i cortili dove gli abitanti facevano vita comunitaria. Spesso arricchiti da archi a tutto sesto e mosaici, armonizzano il tessuto urbano della città.

Gravina in Puglia

Il nome che porta lo prende il prestito dal fenomeno carsico che in alcune zone della Puglia ha scavato delle insenature. A Gravina in Puglia di questi canyon ce ne sono molti e sono attraversati da un torrente che da sempre ha un ruolo fondamentale per gli abitanti della città. Prima sotto l’egida dei greci, poi sotto quella dei romani, Gravina (in quel tempo si chiamava Silvium) fu rasa al suolo dai vandali nel 455 d.C. Ed è nelle gravine che che gli abitanti dell’antica città si rifugiarono durante la rappresaglia. Anche qui, sono presenti siti rupestri, tra i più belli incavati nel tufo ci sono la cripta di San Vito Vecchio, il santuario della Madonna della Stella, San Michele delle Grotte. Oltrepassando il ponte-acquedotto, si raggiunge il centro storico, dove perdersi tra palazzi storici, come il Palazzo Ducale Orsini in piazza della Repubblica. La nobile famiglia si occupò anche del restauro della Cattedrale in seguito al terremoto del 1456, probabilmente sotto la guida del prestigioso architetto Bramante. I bibliofili possono invece esplorare le sale della Biblioteca Finia, la più antica della Puglia, in piazza Notar Domenico.

Castel del Monte

Per raggiungere Castel del Monte, il maniero di Federico II di Svevia ci vuole poco più di un’ora, ma il tragitto verso il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ripaga con paesaggi e splendidi scorci. La fortezza medievale è adagiata su una morbida collina ed è uno dei simboli della Puglia; costruito a partire dal 1240, è il risultato di un affastellamento di stili architettonici, romanico e gotico, ma non mancano elementi dell’arte classica e islamica. A Castel del Monte è legata (pure) una certa simbologia; ritorna negli ambienti il numero otto. Ottagonale è la pianta del maniero; otto solo le stanze del piano terra e del primo piano; otto torri circondano l’edificio. Per maggiori informazioni sulla fortezza, consultare il sito web.

Cosa mangiare a Matera

Le orecchiette non sono solo pugliesi. Anche a Matera, si cucina questo tipo di pasta che viene preparato con cavoli, cime di rapa e sugo. Qualsiasi ingrediente è buono con le orecchiette, persino la versione con mollica di pane e uva sultanina. Il fungo cardoncello è tipico di queste zone e può essere cucinato in vari modi, oppure mangiato crudo insieme alla ricotta dura. Tra i piatti prelibati c’è il cotto di fichi: i frutti devono essere più che maturi e la preparazione avviene facendo scolare i fichi bolliti in una federa del cuscino appesa al soffitto. Imperdibile è il pane di Matera, a forma di cornetto e caratterizzato da una mollica densa e da una consistenza porosa. Viene particolarmente apprezzato per la sua fragranza e la possibilità di essere conservato a lungo. A Matera, nella zona dei Sassi, si possono trovare ristoranti a conduzione familiare con un’atmosfera umile e genuina, ma anche locali più sofisticati ed eleganti: l’importante è gustarsi il paesaggio, che sia una grotta o una terrazza sulla città.

Dove mangiare a Matera
Myricae


Prende il nome dalla celebre raccolta di Giovanni Pascoli, la cui filosofia – in effetti – permea atmosfera e piatti. In cucina (a vista), vi è l’ex chef di Palazzo Gattini, hotel cinque stelle in piazza Duomo, Nicola Stella. Le ricette di Myricae prendono ispirazione dalla tradizione lucana ma sono reinterpretate con tecniche e preparazioni apprese in giro per il mondo. Si può scegliere tra due percorsi degustazione, oppure mangiare à la carte.

Osteria San Francesco

All’interno di Palazzo Porcari, i commensali possono godere della cucina sincera e senza fronzoli dello chef Nicola Morcinelli. Piatti e ricette sono quelli della tradizione e, accanto al menu ci sono proposte stagionali che cambiano settimanalmente. Osteria San Francesco è un’istituzione per il mangiar bene a Matera.

Vitantonio Lombardo

L’alta cucina si può provare da Vitantonio Lombardo, indirizzo con una stella Michelin che porta il nome del suo chef. Il ristorante è scavato in una scenografica grotta, dove sono disposti pochi tavoli apparecchiati di bianco. L’ambiente è intimo e raffinato, i piatti dei menu degustazione sono studiati, esaltando i prodotti del territorio e il risultato è un trionfo di sapori. Si esce dal locale sazi e felici.

Dove dormire a Matera
La Dimora di Metello


E se nei Sassi di Matera si potesse anche dormire? La Dimora di Metello è un piccolo hotel dove le stanze scavate nella roccia sono una parte dell’esperienza. Si può approfittare della spa, e iniziare la giornata con una colazione con vista città.

Moyseion
Chiamarlo hotel-museo non è abbastanza perché al Moyseion gli ospiti possono rivivere le tradizioni dei popoli che soggiornarono a Matera ancora prima che diventasse una colonia della Magna Grecia. Nell’area dei Sassi, sono state costruite più strutture adiacenti e accanto a esse domina il Santuario dell’Acqua. Chi lo desidera, oltre a soggiornare all’interno delle stanze a tema, può prendere parte a veri e propri rituali, come quello dell’accoglienza dell’ospite o del più noto Simposio.

Palazzo del Duca
Un tempo palazzo nobiliare, questo albergo ha saputo conservare la sua anima più antica dopo il restauro. I materiali impiegati – tufo, calce e pietra – sono stati scelti per dare continuità a una struttura che oggi è rinomata per eleganza, storia e charme. Il ristorante che si trova all’interno di Palazzo del Duca è un’altra scoperta. Qui gli ospiti possono assaggiare la tipica cucina lucana e anche molti piatti di pesce.

Vetera Matera
Nel dedalo di stradine del Sasso Barisano, Vetera Matera – più che a un albergo diffuso – assomiglia a una città nella città. Ognuna delle 23 sistemazioni racconta una storia, dal Medioevo all’Ottocento. Un attento restauro ha saputo restituire agli ambienti una nuova linfa; ci sono camere scavate nella roccia dall’atmosfera rilassante e sistemazioni, ai piani superiori, con i Sassi che fanno da sfondo. La storia continua a tavola, per cena, grazie alla cucina dello chef Eduardo Estatico che al ristorante Artema esalta i prodotti della tradizione lucana.

Quando andare a Matera
Matera si può visitare tutto l’anno. Il periodo migliore è sicuramente la primavera: in estate il caldo rischia infatti di diventare soffocante, mentre d’inverno le temperature si abbassano e le piogge si fanno intense. Se la visitate nei mesi estivi, però, approfittate per girare di notte per le sue strade, sarà uno spettacolo. I mesi compresi tra giugno e agosto sono quelli più affollati e caldi. In primavera, tra aprile e giugno, e in autunno, a settembre e ottobre, le temperature sono più miti e c’è meno affluenza di turisti. Sono questi i momenti ideali per chi vuole evitare la folla e visitare Matera con più tranquillità. In questi periodi è anche possibile godersi le bellezze della natura nei dintorni di Matera, come i paesaggi della Murgia. In inverno (soprattutto tra dicembre e febbraio) le temperature sono molto più basse, in alcune giornate casi scendono sotto lo zero. È consigliabile programmare almeno 2 o 3 giorni per poter visitare le principali attrazioni turistiche e per avere il tempo di esplorare la città in modo adeguato.

Come arrivare a Matera
Aereo

L’aeroporto più vicino è Bari Palese (60 chilometri), da cui è possibile raggiungere Matera tramite servizio bus navetta con Pugliairbus. ITA Airways, Ryanair ed Easyjet sono le compagnie che collegano Bari alle principali città. Si può raggiungere Matera anche dall’aeroporto di Brindisi (oltre 150 chilometri) utilizzando poi i bus navetta con Pugliairbus.

Auto
Per chi arriva da nord, basta percorrere l’autostrada A14 Bologna-Taranto e uscire a Bari Nord. Proseguire per Altamura-Matera e uscire a Matera 2. Chi invece arriva da Roma o Napoli, può imboccare l’autostrada A3 Salerno–Reggio Calabria. Prendere l’uscita per Potenza e proseguire in direzione Metaponto lungo la SS 407 “Basentana”. Dopo Ferrandina Scalo, prendere l’uscita per Matera e percorrere il Racc. SS 7 “Appia” e uscire a Matera 2. Da sud, percorrere l’autostrada A3 Reggio Calabria-Salerno. Dopo Cosenza, prendere l’uscita per Sibari e poi la SS 106 Jonica in direzione Taranto. Prendere l’uscita Matera, subito dopo Metaponto e uscire a Matera 2.

Treno
Con il treno si raggiunge la stazione di Napoli, di Salerno o di Bari. Da qui si utilizzano le Ferrovie Appulo-Lucane da dove partono diversi treni che raggiungono la stazione di Matera Centrale in circa ottanta minuti. Per chi decide di arrivare a Matera con i servizi ferroviari di Italo è disponibile il servizio navetta Itabus, che collega la stazione ferroviaria di Salerno alla stazione centrale di Matera con 4 corse giornaliere.

Bus
Ci sono diverse compagnie che collegano Matera alle principali città italiane, come le autolinee Marino, Marozzi e Liscio.

Come muoversi a Matera
Almeno per i Sassi di Matera, è necessario indossare scarpe da ginnastica con suole ruvide e prepararsi a camminare tanto. Matera è una città che va visitata girando per le sue vie, per le salite e le discese scavate nella roccia. Sarebbe un peccato perdersi i piccoli particolari di questa città. Per raggiungere i suoi punti nevralgici però c’è una comoda linea urbana di autobus.

Camilla de Meis per
Matera: cosa fare, cosa vedere e dove si trova la città dei Sassi
Altre
notizie

Ti riconosci
nei nostri valori?

Lavora con noi

Web Marketing e Siti Internet per Hotel Omnigraf - Web Marketing e Siti Internet